Vecchi spettacoli (fuori repertorio)

REVOLUZIO

l’eccidio di un popolo

progetto su commissione per ricordare la strage del 7 aprile 1920 in Piazza Grande a Modena

Scritto da Luca Privitera, Libera Officina, USI Modena

Interpretato e musicato da Luca Privitera e Elena Ferretti

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2014)

Sinossi

La storia di una società agricola e povera alle porte del fascismo e di una nuova era intrisa di consumismo, disumanizzazione e dittature.

ALTERPIANO FAMILY

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2012)

con Elena Ferretti, Teresio Arrighi e Luca Privitera

Tratto dall’omonimo progetto sulla pianificazione e sullo smaltimento dei rifiuti del Collettivo Abitanti a Piede Libero e del Coordinamento ATO Toscana Centro

Sinossi

E’ un assurda parodia di una famiglia distrutta dalla propria ignoranza.

Giuliano è un padre padrone che lavora all’ampliamento dell’inceneritore di Montale. La sera torna a casa sempre stanco e passa le sue ore davanti al tavolo da cucina a mangiare, a bere ed a commentare la televisione con rabbia e rassegnazione.

Assunta è succube del marito e difende continuamente il figlio. E’ una vittima delle pubblicità e passa le sue giornate a stirare, a farsi bella, a comprare inutili oggetti. E’ svampita, ingenua, malata.

Salvo il figlio incompreso è alle prese con un progetto di riqualificazione e pianificazione creativa dei rifiuti. Secondo lui nella società dell’oggi tutto è abbandonato a sé stesso nell’indifferenza totale delle amministrazioni pubbliche, di uno stato sempre più assente e di imprenditori cinici e senza scrupoli che guardano solo al guadagno e non all’etica della salute.

Un ironico scorcio sulla spietatezza dei fatti.

THE DISAPPEARANCE OF X.X.X.  

Per non dimenticare la voce della verità

con Luca Privitera

testi di Pier Paolo Pasolini

musiche di autori vari che vanno dalla classica, all’etnica, all’elettronica, al rock

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2011)

Sinossi

È una sorta di Radiodramma Logorroico, scandito da parole, musiche e memorie che accompagnano il trascorrere del tempo sia in un luogo di interesse letterario  o artistico come una biblioteca, una libreria, una galleria, un museo; sia in un luogo puramente ludico come un bar, un caffè, un club, un circolo, un negozio. Un DjSet Letterario, fruibile anche tra svago e disattenzione. Mentre esso procede si può far altro, si può bere un drink, gustare un the, consultare dei libri, comprare dei vestiti o degli oggetti, giocare persino a carte. Una eco lontana che scivola via lasciando traccia di sé in una realtà dimentica trasportandoci tra vita e morte, tra poesia e giornalismo, tra sussurri e disperazione. Una fuoriuscita dal corpo che percuotere e da un orientamento ipotetico alla scomparsa di un simbolo importante del ‘900 italiano che illuminato e sconvolto l’intero mondo.

DOLECEMENTE ESSERE

di Luca Privitera

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2009-2010)

Compagnia XE, Teatro Niccolini, A.S.L. 11 (San casciano Val Di Pesa)

Interpreti: Jacopo Wurtzel, Alessandro Fontani, Sara Gamboli, Marina Poccia, Clara Bartoli, Helga Maestrini, Paolo Pizii, Luca Privitera

Sinossi

Questo è l’ultimo giorno. Questo potrebbe essere soltanto l’inizio. Siamo noi e forse qualcun altro. Ma non ha importanza. L’unica certezza è che oggi saremo noi a parlare. Oggi avremo alcune cose da dirvi. Noi e voi.

Oggi ripercorreremo tutto quello che abbiamo fatto in questi 12 incontri e molto probabilmente non capirete niente della storia. Anche perché non c’è una storia in particolare da raccontare, ma solo stralci dei nostri pensieri. Un’analisi a Flashbacks di quello che ci succede intorno. Una restituzione in forma di poesia della vita. Giochi, improvvisazioni, piccole follie. Divertite e divertenti. Atti ispirati alla quotidianità, alla televisione, ai nostri sogni rivolti agli eterni viaggiatori.

Qua ci sono modi diversi per conoscere e per conoscersi; modi diversi per toccare con mano la magia e l’illuminazione; modi diversi per creare una cosa e trasformarla in altro; modi diversi per esprimersi con un oggetto o solamente con un gesto; modi diversi di essere e di divenire.

Non importa il come si è o il cosa si fa, niente ha importanza se non la propria soggettività di essere umano. Perché tutto nasce dal niente e solamente dopo ti accorgi che sei stanco e svuotato. Solamente dopo ti accorgi di aver fatto ridere una persona o di averla fatta piangere. Solamente dopo ti accorgi che qualcosa è cambiato in te ed ha già preso il volo. È cresciuto. Si è aperto al mondo.

CAMURRIA e FACCI ‘I MINCHIA  

Scritto, diretto ed interpretato da Paolo Pizii e Luca Privitera

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2010)

Sinossi

Dopo aver girato tutto il sud d’Italia – Tatone Mastro Cagnara e Piripicchio di Cartavuturu, influenzati dal sogno del “fare fortuna”, decidono di lasciare casa, pecore e formaggio per partire verso l’America. Dopo molti giorni di tormentato viaggio, approdano serenamente a Nuova York.

Sciroccati dall’immensità del paesaggio e dalla diversità dei suoi abitanti, il loro senso di conquista si fa sempre più incontrollabile. Impareranno presto a conoscere la civiltà delle illusioni con il sorriso sulle labbra, da disgraziati, da mistificatori, da supereroi.

Stranieri in terra di stranieri, eccessivi in terra di eccessivi, caotici in terra di caotici. I due sono la rappresentazione di se stessi in un intruglio contemporaneo schizzo frenetico di: ketchup, sparatorie, grandi abbuffate, memorie, picnic, mostarde, Hollywood, parenti, corse in macchina, patatine fritte, incontri di box, cosa nostra, whustel e libertà.

ZINGA-ROY

Scritto, diretto ed interpretato da Luca Privitera

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2009)

Co-produzione Act Illegal Theatret e Spazio Liberato Ex Breda Est

Sinossi

Italiani popolo di razzisti! Italiani popolo di pecoroni!

I C.P.T., i C.E.I., la Bossi/Fini, il Pacchetto Sicurezza, i Maroni, le leghe, i leghisti, i qualunquisti, i borghesi, gli anti-borghesi, i Borghezio, la gente di borgata, i politici, gli imprenditori, i mass media, la xenofobia. La paura dei furti, dei furtini, dei furtarelli. I nomignoli, i dispregiativi razziali, il nazionalismo, le spranghe di ferro, il reato di apologia. Il menefreghismo, il pressappochismo, il classismo, il consumismo, le regole del buon gusto ed il giusto posto in una giusta società evidenziano sempre più l’anima di una nazione avversa alla diversità culturale, al rispetto religioso ed alle origini di un popolo. Qualsiasi esso sia. Da qualsiasi posto venga. Solo feste, donazioni, solidarietà e campagne pubblicitarie per i disperati. E per quelli che non lo sono ancora: negozi, business, beneficenza e notorietà. Un mondo cosmopolita che si dimentica troppo spesso della “cosmologia” e della “polis”. Un mondo A che permette la sopravvivenza di un mondo B attraverso l’emarginazione, la discriminazione e la catalogazione. Con l’uso della legge e dell’identificazione non come mezzo di pace e conoscenza, ma come mezzo di controllo individuale, sociale, etnico.

Un futuro che preserva solo il caos, l’ignoranza e l’individualismo. La possibilità presunta che un domani come già avvenuto negli anni ’30 le Super Potenze sottoscrivano un nuovo trattato sulla razza, compresi i così detti “alleati”. Un nuovo sterminio ed una nuova flagellazione della vita. E poi niente per un po. E allora, e solo allora sarà più facile ricordare nuovamente le stesse cose. Le stesse aberrazioni.

Il nostro, nonostante le paure, non sarà un atroce racconto di morti e sfruttamenti ma uno scorcio tagliente e divertito dell’essere perseguitato, dell’essere clandestino, dell’essere espulso. Uno scambio di parole in tranquillità e senza accusa. Un gioco tra “uomini” e “non uomini”. Una cronistoria imperfetta che affronta come: <<uno scherzo allegretto / andante ma non troppo>>, l’eterna diaspora dei Rom e dei Sinti. Un concerto surreale fatto di memorie, sogni e articoli della Costituzione Italiana. Una corsa in bici con gli occhi di chi ha perso la propria terra da secoli. Una delle possibili risposte alle sopraccitate deficienze collettive. L’eterno sorriso, la vita nella sua quotidianità, il ciclo naturale delle cose che nascono e poi muoiono. La fugacità, l’indefinibile. Una baruffa tra ottoni, giacche, cappelli, foulard, schiamazzi, qualche strumento scassato e la nostra faccia.

100%TERRONI

il sub strato arcaico e bacchico del sud

Scritto, diretto ed interpretato da Paolo Pizii e Luca Privitera

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2009)

Sinossi

E’ un viaggio di andata e ritorno alle pendici del Sud. Un luogo e più luoghi dove tutto è teso al Barocco con una leggera visionarietà ascetica e depensante della vita. Due uomini alla ricerca di quell’italianità meridionalizzante, oramai trasognata e invidiata da tutto il mondo. La toccano, la trovano, la perdono, non sanno più cos’è. Si chiedono il perché di tanto mistero. Ma nessuna risposta. Niente di tangibile. Credono nei quiz e nei giochi a premi ma questo non è un quiz ne un gioco a premi. È un lento discendere nella semplicità. Un cammino epocale e romantico, dove si scontrano affrontando a testa alta il senso diverso delle proprie radici. Non sono ricordi ma un composto magico di arcaicità, rituali, sacrifici, urla da strada. Uno squarcio ironico sul passato che non ha più presente.

Pecorai o Briganti. Laureati o Poeti. Nessuno lo sa. Nessuno lo vuole sapere. Neanche loro ci capiscono più niente. Troppe cose, troppe emozioni, troppe possibilità. Forse qualcosa si intuisce. Forse il profumo di un fiore, forse il colore della frutta, forse niente di tutto ciò. Luce, sorrisi, follie. L’unica Minaccia alla loro mentalità eversiva è rappresenta dal senso animistico dell’Ethos e dalla mancanza assoluta di ogni logico Dio. Superstizioni, collezionisti di feticci, scettici, assurdi. L’uno è, l’altro lo fa.

MYTHS OF PERMANENCE 

di e con Luca Privitera
musiche dal vivo S.U.S.
Interazione video InFlux

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2008), InFlux e S.U.S.

Co-Prodotto dal Museo di arte contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme, Comune di Munsummano Terme, Comune di Agliana, Regione Toscana nell’ambito della mostra Videomateria.

Sinossi

E’ una performance che celebra la mitizzazione dell’opera d’arte e dell’artista. Nell’azione performativa di Luca Privitera intervengono prepotentemente i suoni virtuosi e deliranti dei SUS; l’intera azione è restituita e resa indelebile attraverso un “quadro elettronico” che r-esiste nella durata spazio-temporale della performance.

SANTA MUERTE 2012 

scritto da Luca Privitera

con Paolo Pizii, Samuele Palloni, Luca Privitera
voce fuori campo Giuditta Natali Elmi
violinista Marco Valori Ventura
Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2008)

Sinossi

Il titolo vi sembra triste? Non importa tanto è tutta un’illusione. Anche quello che noi viviamo è un’illusione. Per cui è meglio illudersi che un giorno sarà migliore di questo.

Dopo tutto non è una tragedia, al contrario, il senso ironico della disperazione fa fare cose strane. Sapete? E noi ne facciamo di cose strane. Perchè? Perchè è follia pensare di sfuggire al proprio destino. Non bastano le corna e gli scongiuri. Ci vuole qualcosa di più. Riscoprire cosè l’umanità, la fragilità, la virtù. Solo così andremo all’altro modo, in pace.

È un gioco ironico, fatto di cose matte, assolutamente irriverente. Tutto è attuale e sempre attuabile. Un luogo anonimo dove tutti ci ritroveremo e per fortuna saremo in tanti. Concatenazioni, rinascite, cadute, sopravvivenze, sopravvissuti, soste, corse improvvise. In definitva una farsa. Una cosa da niente. E’ la rappresentazione fittizia di un passaggio naturale ed inevitabile che tutti devono compiere. La morte. Si può dire che “I Defunti” danno vita ad altra vita, altri segni vivi in una vita che necessita di persone vive. Perchè prima o poi tutti non saremo più e tutti dovremo essere pronti all’eterno.

È dedicato a tutti i popoli, di tutto il mondo.. A tutte le persone che non ricordano più la propria identità.. A tutte le società che danno troppa importanza alla vita di mezzo, all’effimero, alla vanità.. A tutte le donne ed a tutti gli uomini che ricordano sia i loro morti, sia quelli altrui.. A tutte le unioni di questo tragico irreversibile.. a tutti coloro che dedicano i loro momenti di festa ad un pianeta che genera, distrugge, sconvolge, rigenera.. A tutti i tu, a tutti i me, a tutti i voi, a tutti i loro, a tutti, a tutte. A tutti i padri ed a tutte le madri.

A tutti i figli. A tutti gli essi.

CONTRASTI & BANALITA’ 

di e con Paolo Pizii e Luca Privitera

Ultimo Teatro Produzioni Incivili (2008)

Sinossi

Progetto sperimentale per corpi labili, video vivi e suoni spiazzatamente scenici.

Tutto ebbe inizio con la musica meccanica, con i rumori sintetici, con le sonorità hard, shock, minimal. Tutto assunse un’atmosfera poco naturale. Il sistema rimase cosparso di Essenzialità, sino a giungere alle ‘cose più serie’, quasi inesistenti. Il cervello contorto degli uomini divenne vanità, perversione, superficie. Gli stessi assunsero un atteggiamento provocatorio verso il mondo. Impegnati nel trasferimento delle proprie identità contemporanee arrivarono a sopravvivere attraverso la tecno. Tutto finì per Essere diradato, anti-melodico, silenziosamente vuoto. Tutto divenne sintomo di malattia.

Il tema della vita non fu più importante. La giusta spartizione non ci fu quasi per nessuno.. magari solo quelli che fecero da spettatori si guadagnarono qualcosa, ma l’ispirazione a risorgere non disse gran che. Tutto restituì Solamente immagini, immagini, solamente immagini. Le azioni pronte a sconvolgere la società non furono mai pronte. Tutto si perse nell’eccitazione, nella sensualità, nell’effimero fino a creare nuovamente un vuoto fatto di tanti vuoti. D’improvviso accaddero molte cose…in ogni punto…in ogni luce..in ogni spazio. Tutto divenne nuovamente netto, Sagomato. Con questo senso di grandezza il pianeta si freddò, tutto intorno divenne niente. Solo un colore si aggiunse e fu pieno, intenso, carico. Due zone quadrate, affiancate e ben distinte sembrarono così diverse da essere uguali, si imitarono, si schernirono, si consolarono. Cambiò. Un taglio lungo e piatto sul fondo. Cambiò. Una linea rossa che divise in due le zone d’ombra. Cambiò. Buio. Cambio anche lui. Cambiarono tutti. Una linea attraversò orizzontalmente tutto e fu un Buio che cambiò.

ERTAR TRANSUMAR E’ 

con Luca Privitera
tecnico luci, audio e video Federico Fiori
progetto video e disegno luci Z.O.E. Visual Art Studio
Ultimo Teatro Produzioni Incivili

Lavoro commissionato nel 2004/2005 da A.N.P.I.L. La Querciola

Testi di Cecco Angiolieri (1260 circa – 1312 circa) , Michelangelo Buonarroti il Vecchio (1475-1564), Pitrè (1841-1916) , Stornelli e Poesie della tradizione Contadina Toscana (‘800-‘900)

Sinossi

Spettacolo adatto a qualsiasi età si articola attraverso stornelli, poesie e racconti. Versione contemporanea “dell’andare in veglia” la messa in scena è sorretta in piedi da un attore, pochi oggetti, le musiche e le video proiezioni che fanno sia da narrazione che da fondale. Il tipo di regia svela una rielaborazione fresca, schietta e diretta. Nell’andamento dello spettacolo cambiano le ambientazioni, i periodi storici, le storie. I personaggi mutano si intrecciano tra loro, sono uno, due, tre, quattro, troppi, parlano di vita, di furbi, di morte, di amore, di amarezze, di onestà, di religione, di villani, di gentiluomini, di sogni, di vitalità. Un bambino, una vecchia, un prete, un poeta, un mendicante, un novelliere. Assurde figure, vere, semplici, reali.

Memoria tradizionale orale contadina.

Il progetto nasce e vive con l’intento di far ricordare e conoscere alle nuove generazioni: linguaggi, pensieri, ed usanze di un passato recente oramai del tutto dimenticato e scomparso.

lo ultimo cerchio grigio

Per altre info contattare la direzione: info web https://ultimoteatro.wordpress.com/ info mail  ultimoteatro.produzionincivili@gmail.com info cell 334 1310282

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